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L'ultimo genio universale e il segreto millenario della Cina: quando Leibniz decifrò l'I Ching
25 giugno 2026 di Edoardo Casella 3 min

L'ultimo genio universale e il segreto millenario della Cina: quando Leibniz decifrò l'I Ching

Se guardi lo schermo dello smartphone o del computer su cui stai leggendo questo articolo, stai guardando l'eredità di Gottfried Wilhelm von Leibniz. Questo scienziato tedesco del Seicento, spesso definito "l'ultimo genio universale", non solo ha co-inventato il calcolo infinitesimale (insieme a Newton), ma ha anche gettato le basi dell'informatica moderna inventando il sistema numerico binario.

Nel suo saggio del 1703, Spiegazione dell'aritmetica binaria, Leibniz spiegò come qualsiasi numero potesse essere espresso usando solo due cifre: 0 e 1. Per lui non era solo matematica; era teologia. Leibniz vedeva l'1 come il simbolo di Dio (la Creazione) e lo 0 come il simbolo del Vuoto.

Ma la parte più incredibile di questa storia inizia quando Leibniz riceve una lettera da un missionario gesuita in Cina. All'interno c'è un antico diagramma che lo lascia senza fiato.

Il "Codice della Realtà" arrivato dall'Oriente
Leibniz era un uomo dalla curiosità insaziabile. Fu uno dei primi intellettuali europei a interessarsi profondamente alla cultura asiatica, scambiando lettere con i gesuiti francesi che si trovavano a Pechino. Uno di loro, il matematico Joachim Bouvet, gli inviò una copia dell'I Ching (il Libro dei Mutamenti), un manuale divinatorio e filosofico risalente al X secolo a.C.

Mentre molti in Europa lo consideravano solo un testo esotico o superstizioso, Leibniz ci vide qualcosa di familiare.

Nell'I Ching, la realtà è descritta attraverso combinazioni di linee:

La linea spezzata (Yin)

La linea continua (Yang)

Combinando queste linee a gruppi di tre, i cinesi creavano gli 8 trigrammi fondamentali (che rappresentavano elementi come il cielo, la terra, il fuoco o l'acqua). Combinandole a gruppi di sei, ottenevano i 64 esagrammi.

Esempio di Esagramma (Progresso):
——————— (Yang / 1)
——————— (Yang / 1)
— — — — (Yin / 0)
——————— (Yang / 1)
— — — — (Yin / 0)
— — — — (Yin / 0)
Leibniz ebbe un'illuminazione: Yin e Yang non erano altro che lo 0 e l'1 del suo sistema binario.

Se si sostituivano le linee spezzate con gli zeri e quelle continue con gli uni, l'intero ordine dei 64 esagrammi si rivelava per quello che era veramente: un conteggio binario perfetto da 0 a 63. I saggi cinesi avevano inventato la base dell'informatica con tremila anni di anticipo.

Il piano (fallito) per convertire l'Imperatore
Per Leibniz questa non fu solo una coincidenza, ma la prova scientifica che la logica del suo sistema binario era impressa nell'ordine stesso dell'universo. Se una civiltà antica e fiorita come quella cinese era arrivata alle stesse identiche conclusioni matematiche, significava che quella era la "verità universale".

Preso dall'entusiasmo, Leibniz decise di sfruttare questa scoperta per una missione diplomatica e spirituale. Inviò i suoi studi sul sistema binario applicato all'I Ching direttamente all'Imperatore della Cina, sperando che mostrando questa incredibile convergenza tra la filosofia cinese e il pensiero matematico-cristiano europeo, l'Imperatore si sarebbe convinto a convertirsi al Cristianesimo.

Il piano geopolitico-religioso di Leibniz, purtroppo per lui, fallì miseramente (l'Imperatore apprezzò la matematica, ma tenne la sua religione), ma il ponte culturale che aveva gettato era ormai eterno.

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